Afrodite, dea dell’amore e della bellezza

Afrodite dea dell’amore e della bellezza

Concludiamo il nostro viaggio nel mondo degli archetipi femminili con Afrodite, dea dell’amore e della bellezza.

Gli artisti di ogni tempo hanno reso omaggio alla bellezza della dea Afrodite, decantandone le meravigliose forme, lo splendido viso dagli gli occhi che riempivano di desiderio chiunque ne incrociasse lo sguardo, i lunghi capelli dorati, la morbida pelle vellutata e gli splendidi seni. Il fascino che scaturiva da Afrodite era, tuttavia, qualcosa che andava oltre il solo aspetto fisico: la dea emanava grazia, sensualità e una sorta di fascino magnetico in grado di risvegliare il desiderio e la passione. Il potere di Afrodite sapeva risvegliare, negli umani e negli dei, il mondo delle sensazioni e donava la capacità di sapervici immergere per goderne

…la Dea Alchemica

Afrodite è chiamata anche la Dea Alchemica. Unica tra le divinità, essa possedeva il potere della trasformazione. Era colei che sapeva infondere energia generativa, in grado di alimentare il fuoco alchemico e spingere le persone alla loro trasformazione evolutiva.

Afrodite porta in sé il nucleo della forza creativa, della vita che nasce e si manifesta in tutta la natura e nell’essere umano.

Il mito

Narra la leggenda che il dio Crono si ribellò al padre Urano e, scagliandosi contro di lui, lo sconfisse tagliandogli i genitali. Li lanciò poi in mare e lo sperma del dio ferito si mescolò all’acqua, formando una candida schiuma dalla quale nacque la bella Afrodite. Dal mare, Afrodite arrivò all’isola di Cipro, e da qui Eros (Amore) e Imeros (Desiderio) la condussero davanti all’assemblea degli dei che la accolsero tra di loro.

Molti tra gli dei, abbagliati da tanta bellezza, la desiderarono come moglie, ma Afrodite scelse come suo sposo Efesto, il dio storpio e arcigno che viveva al di fuori dell’Olimpo. Nelle sue fucine nelle viscere dell’Etna, Efesto sapeva forgiare oggetti di incommensurabile bellezza: armi e gioielli destinati a dei ed eroi. L’unione di Afrodite ed Efesto era la fusione della creatività con la bellezza.

Ma la bella Afrodite non era certo un modello di virtù coniugale e non si faceva scrupolo nel tradire lo sposo con numerosi amanti tra gli dei e tra gli uomini.

Dal dio della guerra Ares, ebbe tre figli: Armonia; Deimo (Terrore) e Fobo (Paura), che accompagnavano sempre il padre in battaglia. Afrodite e Ares rappresentano l’unione delle due passioni incontrollate: l’amore e la guerra, che, quando sono in perfetto equilibrio, generano Armonia.

Da Ermes, il messaggero degli dei, ebbe Ermafrodito, il dio che ereditò la bellezza e le caratteristiche sessuali di entrambi i genitori.

Alcuni miti raccontano che anche Eros era figlio di Afrodite, altri invece lo descrivono come colui che accompagnò la dea nell’Olimpo, quando emerse dal mare.

Il potere di Afrodite rendeva uomini e donne incapaci di resistere all’attrazione per chiunque essa decidesse. L’influenza che subivano era talmente forte da spingere a qualsiasi azione pur di avere la persona amata.

Come operasse la forza alchemica di Afrodite, invece, è spiegato meravigliosamente nel mito di Psiche. Afrodite, in collera con Psiche, le affidò quattro compiti impossibili da portare a termine. Ma ogni volta con aiuti insperati, la ragazza riuscì nell’impresa. Da ogni compito, Psiche ne usciva trasformata, acquisiva una nuova consapevolezza. Ogni compito era un nuovo passo di evoluzione e conoscenza di sé.

La donna Afrodite

Quando è questo l’archetipo predominante in una donna, la vita è vissuta soprattutto attraverso i sensi, dotati di una ricettività straordinaria. È una donna che sa cogliere ciò che vi è di meraviglioso intorno a sé e dentro sé; è concentrata su se stessa, ma con lo sguardo rivolto all’esterno. Quando pone la sua attenzione su qualcuno, lo fa in maniera totale, facendo sentire l’altro al centro del mondo, riconosciuto e accolto.

L’archetipo attrae chiunque, ma non necessariamente per la bellezza fisica: si tratta di una sorta di magnetismo che emana e viene recepito in modo quasi inconsapevole, nel quale si rimane irretiti.

La donna Afrodite mostra interesse entusiastico per tutto e tutti, a volte questo interesse viene scambiato per innamoramento e in un senso ampio lo è, ma è un interesse legato ad un momento che non necessariamente si protrarrà nel tempo e soprattutto non è un interesse che desidera creare un legame con l’altro. Afrodite non desidera “possedere” ciò che ama, desidera “goderne” nel qui e ora, senza prendere in considerazione cosa succederà domani.

Questo atteggiamento può essere causa di fraintendimenti e delusioni per chi si sente lusingato da tanta attenzione, che invece è solo fugace e passeggera. Quella che può venir giudicata come eccessiva volubilità, in realtà è uno degli aspetti del saper vivere appieno nel momento presente, immergendosi in esso come in un bagno di sensazioni.

Nella coppia, è l’amante per eccellenza, colei che seduce e si lascia sedurre. Si innamora spesso di uomini diversi. L’innamoramento è la prova più tangibile di Afrodite in azione. Si tratta per chiunque di un’esperienza molto potente, perchè in grado di cambiare anche la percezione di sé: chi è innamorato percepisce se stesso e la persona che ama come un dio o una dea, vive in una condizione estatica che dona energie e poteri quasi magici. Afrodite vive con intensità e perennemente la fase dell’innamoramento, non solo verso gli uomini, ma per tutti gli aspetti della vita. Sceglie lavori che la appassionano, intensi e vari, e il suo habitat naturale è nel mondo dell’arte.

Afrodite è l’archetipo della creatività, della predisposizione a vedere sempre i lati positivi, del seguire l’impulso e l’intuizione, del guardare con curiosità e senza preoccupazioni i cambiamenti di rotta.

Afrodite è un archetipo che “sceglie”: non è una donna che subisce passivamente le decisioni altrui, che si rende succube. Così come non va commesso l’errore di immaginarla semplicisticamente come la “femme fatale” provocante e ricca di avventure. Afrodite è, nel cuore della sua essenza, una donna che possiede una profonda capacità di “vedere” le persone e le situazioni, di percepirli senza farsene travolgere. Non a caso, la sua pietra è la malachite, la pietra verde che ben simboleggia la padronanza di sé tipica dell’archetipo.

La dea Alchemica si rivela quando, grazie alla sua capacità di focalizzarsi e capire l’altro, mette quest’ultimo in una condizione di poter vedere nella dea uno specchio di se stesso, divenendo in grado quindi di potersi ‘guardare’ e, nel calore del fuoco alchemico di Afrodite, portare alla luce la propria essenza. La gioia e la vita che scorrono in Afrodite si diffondono così all’altro e danno impulso all’azione evolutiva

Gli aspetti in ombra

Nell’Olimpo, Afrodite, non aveva sempre rapporti idilliaci con le altre dee, che spesso la guardavano con ostilità. Allo stesso modo, nella nostra società, le donne Afrodite sono spesso osteggiate ed è la donna Hera, soprattutto, che percepirà in lei un potenziale pericolo per il suo rapporto di coppia e, di conseguenza, la vedrà come una nemica da tenere distante o da combattere. Gli archetipi Athena, Artemide ed Estia sono semplicemente immuni al potere di Afrodite, su di essi (e solo su di essi) la dea della seduzione non ha presa. Ma è anche vero che non esiste donna che non abbia in sé la natura di Afrodite, per quanto possa essere latente, ed è grazie a essa che Afrodite riesce a stabilire un contatto anche con le dee invulnerabili, scalfendo le loro corazze e permettendo loro, così, di accogliere nuovi aspetti di sé e armonizzarsi.

Rimane, tuttavia, un archetipo che viene spesso giudicato (la donna Afrodite può essere accusata di essere ‘poco seria’) e represso nelle bambine, ad esempio con ammonimenti come ‘non fare la civetta’ o, da ragazzine, inculcando loro tutti gli stereotipi di come deve essere la donna ‘perbene’. Può allora succedere che la donna Afrodite, incompresa nella propria natura, criticata e svalutata, perda fiducia nelle sue qualità così uniche e particolari. Succede allora che si rifugi in altri archetipi, nei quali si difende, nascondendo la parte più vera di sé e vivendo in abiti non suoi che però le impongono maggiore saggezza, accortezza, razionalità, paura. Si rifugia in modelli che le indicano come ci si comporta e come ‘si fa’. Potrà, ad esempio, sviluppare Demetra e Athena, ma lo farà a discapito della propria vera essenza e allora quell’istinto primordiale di “essere” amore e vivere nell’amore verrà seppellito, sostituito da un sottofondo di tristezza che rende la vita opaca e grigia. La donna meravigliosa che è in lei, rimane nascosta e protetta da una corazza, ma ciò che perderà sarà il contatto da se stessa, dalla capacità di donare amore a sé e agli altri.

Un altro rischio per Afrodite è di rimanere bloccata ad un livello non evoluto in cui la bellezza è solo un’immagine superficiale, esteriore. Sarà allora ossessionata dal mantenersi giovane e desiderabile, posseduta dal bisogno di piacere per forza all’altro e si lascerà travolgere dalle cure estetiche in modo eccessivo.

Nel matrimonio, Afrodite mantiene sempre vivo il gioco della seduzione, ma difficilmente riesce a rimanere fedele e a non farsi travolgere da altre passioni. La sofferenza che rischia di provocare può essere grande, ma non sempre ne ha piena consapevolezza o, anche, sembra non volersene occupare. Lei segue il suo istinto e può rompere un matrimonio anche diverse volte nella vita.

Con i figli sa entrare in una dimensione giocosa, di intimità e complicità, ma allo stesso tempo è superficiale; seduce i suoi bambini per poi tenerli a distanza, presa solo da se stessa, dalle sue passioni o attività

Attivare la dea

Quando l’Archetipo è stato soffocato per la paura del suo potente effetto di risveglio dei sensi, a causa di sensi di colpa, o perché si è ricevuta una educazione rigida che ha impedito la libertà espressiva di sé, Afrodite ha necessità di riscoprire la propria natura, di ricontattare le sue origini e ritrovare lo sguardo magnetico, l’amore innato che possono far rinascere in lei gioia, creatività, amore, libertà e sicurezza.

Ciò che può risvegliare Afrodite è la riscoperta dei propri sensi, cercando situazioni ed esperienze che permettano di sentire scorrere dentro di sé la linfa vitale dell’archetipo. Profumi, sapori, opere d’arte, bellezze naturali: tutto ciò che è in grado di risvegliare i suoi sensi, sarà un modo per risvegliare Afrodite che conosce meglio di qualsiasi altro archetipo femminile il ‘qui e ora’ e sa vivere nel presente con grande intensità.

La pietra di Afrodite è la malachite, i colori sono il verde e il marrone (i colori della terra). Gli Oli Essenziali legati alla dea e in grado di risvegliarne la natura sono: il Gelsomino, il Neroli (Arancio amaro) e l’Ylang-ylang.

Afrodite ama i profumi, i sapori e tutto ciò che è in grado di sollecitare i sensi; per attivare la dea ci si potrebbe dedicare, ad esempio, alla creazione di nuovi piatti, miscelando erbe, spezie e ingredienti affidandosi all’olfatto e al gusto. Non si tratta di “cucinare”, nel senso banale del termine, ma di creare un’opera d’arte. Afrodite non si lascia guidare da un libro di ricette, ma dai propri sensi ed è in questo modo che crea. L’unico neo è che, proprio perchè fa di ogni piatto un’esperienza a sé, difficilmente saprà ripetere due volte la stessa ricetta, ma chi la conosce sa che con lei è necessario saper “cogliere l’attimo” e viverlo nel momento in cui si presenta: domani sarà qualcosa di diverso.

I cibi a lei più affini sono: l’ostrica, il lampone, i gamberetti e la melagrana.

Oltre che in cucina, Afrodite può sperimentarsi in molte altre forme d’arte: la pittura, modellare la creta, la creazione di oggetti. Anche ballare, farsi massaggiare, rilassarsi in un bagno turco o nella vasca di casa, tra candele accese e profumate essenze nell’acqua sono tutte attività che risvegliano Afrodite nella donna. Come si può intuire, non si tratta di un Archetipo che ama l’attività fisica e preferisce di gran lunga dimensioni più rilassanti e tranquille.

Armonizzare la dea

Una eccessiva propensione alla promiscuità sessuale; la preoccupazione per l’aspetto estetico che può arrivare a una penosa ricerca dell’eterna giovinezza; la tendenza al ‘prima fare e poi pensare’, così cara ad Afrodite; sono tutti aspetti che se vissuti in modo disarmonico, hanno bisogno di essere riequilibrati. Ecco allora che le attività creative, così affini alla dea, possono aiutarla a contattare la propria forza interiore, la potenza creatrice e trasformativa che va ben oltre la semplice attrazione fisica. Identificare il proprio valore solo nel potere seduttivo dell’aspetto esteriore è estremamente riduttivo per Afrodite, la cui vera bellezza è quella interiore: è con questa infatti che, quando attivata, Afrodite attrae e seduce. Rispecchiarsi solo nell’aspetto estetico e fisico è, per Afrodite, rinnegare la propria vera bellezza. A volte ci capita di vedere donne che, pur non essendo particolarmente avvenenti, sembrano avere una sorta di magnete: le persone ne sono sedotte e attratte, sono donne che sembrano mettere in ombra chi sta loro intorno. Le osserviamo chiedendoci quale sia il loro segreto, ma è molto probabile che abbiamo semplicemente incontrato un’Afrodite.

La dea alchemica e la sua forza trasformatrice può essere ritrovata se siamo disposti a entrare in contatto con la nostra dimensione più profonda, a “scendere” nel mondo inconscio, quella parte di mondo interiore dove si entra “nudi”, spogliati delle proprie difese. Potremmo essere dotati di grandi capacità introspettive oppure potremmo preferire di essere accompagnare da un terapeuta, in tutti i casi il viaggio dentro sé può essere una delle esperienze più arricchenti della nostra vita. Come la Psiche del mito, possiamo uscirne trasformati, con un nuovo tipo di consapevolezza di se stessi.

L’Olio Essenziale più indicato per armonizzare l’Archetipo Afrodite è quello di Rosa, che mette in relazione con il chakra del cuore, facendo percepire la possibilità di utilizzare il potenziale creativo nella relazione e di entrare in contatto più profondo con il p