Chi sono

Mi chiamo Manuela Caroppo e sono una Naturopata entrata a tempo pieno nella professione solo recentemente, ma con una passione per i rimedi naturali e per l’alimentazione nata nell’infanzia. Conservo ancora due libri: “Erbe e Salute” del Dott. Sincovich ed. 1969 e “Le virtù della verdura e della frutta” di R. Dextreit ed. 1972, che andavo a consultare per prendere coscienza di cosa stavo mangiando in termini di vitamine, sali minerali, e micronutrienti in genere, e soprattutto per sapere a che cosa potevano essere utili.

Dopo una carriera in un settore tecnico mi sono accorta che la mia vocazione era un’altra, e la stavo coltivando in maniera parallela rispetto all’attività lavorativa che svolgevo, frequentando corsi di formazione, prima amatoriali, e poi professionali, che si sono conclusi con il diploma presso l’Istituto di Medicina Naturale nel 2010.

Il mio percorso in questi ultimi anni è stato arricchito con i corsi del Dott. Nader Butto, dal quale ho appreso e sviluppato la tecnica del Lavaggio Energetico Emozionale, che utilizzo come trattamento fondamentale per risolvere conflitti psico-emotivi che portano il corpo in uno stato di dissonanza e quindi di “malattia”.

“Credo nella possibilità di avere un “atteggiamento” di felicità nel condurre la propria vita. Per avere questo atteggiamento è necessario riconoscere e risolvere i nostri conflitti interni che ci tolgono armonia e che fanno rispondere l’ambiente esterno di conseguenza. Mi piace indicare una nuova via per avere uno stile di vita corretto, senza privarsi dei piaceri della vita e imparando a conoscere il proprio corpo e la propria costituzione di nascita. Inoltre credo fermamente che ampliare le informazioni in nostro possesso possa renderci un po’ più liberi rispetto a quanto proposto dal mercato che tende a manipolare le informazioni perché le persone non siano in salute”
Condivido la definizione di salute espressa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1946 “La salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”.

Quindi per approfondire la dichiarazione di cui sopra dobbiamo prima comprendere cosa voglia dire “stato di benessere”.

“Lo stato di benessere è uno stato d’animo con il quale la persona si sente in grado di realizzare i suoi progetti nella vita con un senso di amore, libertà e felicità.” N. Butto

Affermazione che provo a spiegarvi come ho fatto nella conferenza dell’edizione 2014/2015 di “Salute in Tour” presso ICEA Istituto per le Certificazioni Etico Ambientali con sede a Bologna.

Se non mi sento in grado di realizzare i miei progetti nella vita con un senso di amore, libertà e felicità, non può esserci benessere.

Posso anche essere in perfetta salute fisica, ma se provo continuamente emozioni di tristezza, rabbia, sensi di colpa, se non riesco a realizzare i miei progetti che nascono da una spinta dell’anima, non sono in uno stato di benessere.

Se invece provo questo stato d’animo, vuol dire che sto realizzando il mio progetto di vita, il progetto della mia anima.

Vuol dire che non mi sento costretto a fare quello che sto facendo, ma scelgo in tutta libertà di farlo, e per questo lo farò con un senso di amore e felicità.

Potrò comunque avvertire stanchezza alla fine della giornata, ma non avvertirò il “senso di fatica psico-fisica” che toglie energie emotive e creative.

Per continuare la spiegazione vi porto alcuni esempi sui quali riflettere.

Una persona anziana operata per una protesi all’anca, che ha superato bene l’intervento e ha fatto la sua riabilitazione, non solo, molti anni addietro ha subito l’asportazione di un tumore mammario e seguito le terapie farmacologiche di rito, ma ha uno stato di benessere animico e può continuare a fare 2 viaggetti all’anno con l’associazione pensionati e si trova a giocare a burraco con le amiche, è in uno stato di salute o di malattia

Una persona attorno ai 35 anni a letto con la febbre a 39,5 e sicuramente non può portare avanti il suo progetto di vita come descritto prima, sarà sana o malata?

Una donna di mezza età alla quale hanno asportato un seno e fatto le terapie di rito, che ha superato brillantemente l’intervento e concluso le terapie ed è in menopausa forzata, ma è riuscita a cambiare lavoro, è felicemente sposata e si occupa della famiglia e di due figli, porta quindi avanti il suo progetto di vita, è sana o malata?

Una donna di mezza età che lavora con fatica, è depressa, non ha famiglia ed è sottoposta a psicofarmaci da anni, non prova né amore né libertà né felicità, sarà sana o malata, sarà in uno stato di benessere o di malessere?

Tutti questi esempi sono concreti anche se non viene rivelata l’identità della persona.

Vorrei farvi riflettere con un  altro esempio prendendo spunto da due film usciti nel 2015: “The imitation game” e “La teoria del tutto”.

Il primo parla del genio matematico Alan Touring, omosessuale, che aveva un grave malessere sociale dato dalla sua “diversità” in una società dove l’omosessualità era taciuta e bandita.

Nonostante il suo fondamentale contributo nella risoluzione del conflitto bellico del secolo scorso, essendo venuta alla luce la sua tendenza omosessuale, è stato “castrato” chimicamente.

Questo malessere sociale era talmente forte che l’ha portato al suicidio, quindi non ha portato avanti i suoi progetti con un senso di amore felicità e libertà.

Non provando questo stato di benessere è arrivato ad uccidersi ed in un certo senso era malato. Il secondo film parla invece del cosmologo S. Hawking, affetto da sclerosi laterale amiotrofica.

Nel momento in cui è stata fatta la diagnosi della malattia, in giovane età, i medici davano al Sig. Hawking una possibilità di vita di circa due anni.

E’ vissuto come una qualsiasi altra persona, ma arrivando ad essere immobilizzato e potendo parlare solo con un sintetizzatore vocale e, nonostante questo, ha continuato a sviluppare la teoria del tutto, ha insegnato circa 30 anni a Cambridge alla cattedra di Newton, ha avuto tre figli e due matrimoni e, si dice, anche altre donne.

E allora quale risposta dare alla domanda: “era malato o era sano?”.

Ecco perché è così importante avere energia vitale e un sano atteggiamento nella vita, e per farlo è necessario essere consapevoli della strada che stiamo percorrendo e di come la percorriamo.

Percorso formativo

Mi sono formata presso l’Istituto di Medicina Naturale di Urbino (IMN – ITALIA) con una formazione di 1.632 ore ed esami superati con profitto, e con discussione della tesi finale nell’anno 2010: “Ardi fuoco di Estia, un approccio olistico nel sostegno del climaterio e menopausa”.

Ho concluso nel gennaio 2014 il percorso formativo con il Dott. Nader Butto per applicare il metodo FEEL (Fast Emotional Elaboration and Liberation – Elaborazione e Liberazione Emozionale Rapida) – TTRT (Trans Temporal Regression Technique – Tecnica di Regressione Trans Temporale)– LEE (Lavaggio Energetico Emozionale).

ISCRITTA AL R.I.N. REGISTRO ITALIANO NATUROPATIA NR. ORDINE 0145/2010

Materie studiate:

  • Fondamenti di biologia e biochimica
  • Fondamenti di anatomo-fisio-patologia
  • Elementi di Botanica
  • Analisi biotipologica in Omeopatia
  • Funzioni psicologiche e Fiori di Bach
  • Fondamenti di Medicina Tradizionale Cinese
  • Medicina Tradizionale Cinese applicata
  • Iridologia applicata
  • Kinesiologia applicata
  • Riflessologia palmare, plantare e auricolare (auricoloterapia)
  • Alimentazione bioenergetica
  • Morfopsicologia
  • P.N.E.I. (psico-neuro-endocrino-immunologia)
  • Trattamenti di Idro-termo-fango
  • Tecniche di comunicazione umana e PNL
  • Metodi naturopatici integrati (fitoterapia, oligoterapia)
  • Naturopatia Olistica Applicata
  • Etica e deontologia professionale
  • Pratica con supervisione in aula di casi concreti

PRIMA DI INTRAPRENDERE IL PERCORSO FORMATIVO DI NATUROPATA HA FREQUENTATO CORSI DI TECNICHE CORPOREE NATURALI:

  • Tecnica Metamorfica e Principi Universali
  • Tecniche decontratturanti miofasciali e pompages
  • Tecniche Ayurvediche
  • Linfodrenaggio metodo Vodder

Da anni mi occupo di alimentazione secondo i principi della Medicina Tradizionale Cinese