La Dea Estia

La Dea Estia

La Dea Estia (Vesta per i Romani) è la Dea del Focolare ed è la meno nota tra le maggiori divinità dell’Olimpo greco. Pittori e scultori la rappresentarono molto raramente nelle loro opere e anche nei miti il suo aspetto rimane perlopiù sconosciuto. Nonostante questo, Estia era una divinità potente e molto onorata: i suoi simboli erano il fuoco e il cerchio. Una fiamma che ardeva in un braciere tondo era presente in suo onore in ogni abitazione, in ogni tempio e nel cuore di ogni città. Né casa, né tempio erano consacrati fino a che non vi aveva fatto ingresso Estia che, con la sua presenza, rendeva sacro ogni edificio.

Quando una coppia si sposava, la madre della sposa accendeva una torcia sul proprio focolare domestico e la portava agli sposi, nella nuova casa, perchè accendessero il loro primo focolare. Questo atto consacrava la nuova dimora.

Alla nascita di un figlio, questo veniva fatto girare intorno al sacro fuoco, come simbolo della sua ammissione nella famiglia.

Ogni città greca aveva un focolare comune e ogni nuova comunità che veniva fondata accendeva il proprio fuoco con la fiamma del luogo d’origine, collegando così la vecchia comunità con la nuova.

Estia non risiedeva nell’Olimpo, non si interessava alle storie d’amore e di guerra che coinvolgevano gli altri dei. Era tenuta, tuttavia, in grande onore e a lei gli uomini dedicavano le offerte migliori. La ‘venerabile vergine’, così era chiamata, aveva consacrato la sua vita alla verginità e mai nessuno riuscì a scalfire la sua integrità. Nemmeno Afrodite, al cui potere seduttivo nessuno sapeva resistere, riuscì a far nascere in lei l’ardore della passione.

La Dea Estia era il punto di riferimento centrale della vita quotidiana. Come Archetipo è una presenza altrettanto importante nella personalità della donna che sa donare ad essa un senso di purezza e di completezza.

Come Artemide e Athena, è una dea detta ‘invulnerabile’ perchè si completa da sé e non in una relazione. Anche Estia sa polarizzarsi e concentrarsi su ciò che le interessa, ma a differenza di Artemide e Athena, focalizzate sugli obiettivi e sull’esterno, Estia rivolge il suo sguardo dentro di sé e sulla propria coscienza.

La Dea Estia è concentrazione sul mondo interno, illuminazione spirituale e senso della vita.

L’archetipo della Dea Estia nella donna

La Dea Estia è l’Archetipo dell’esperienza soggettiva, dell’introspezione. È la donna che sa vedere attraverso lo sguardo interiore e l’intuizione, in costante contatto con i propri valori e con ciò che percepisce significativo nella propria vita. Nel mito Estia non ha una rappresentazione di sé, è la dea che non vuole apparire, che vive la calma interiore in maniera silenziosa. Una donna così non ‘appare’, sembra invisibile, ma emana un’energia particolarmente forte e magnetica: ascolta, partecipa, pur tenendosi a distanza e con la sua forza silenziosa riesce a placare gli eccessi di qualsiasi emozione. Estia sa percepire l’essenza di una situazione, intuire il carattere degli altri o il significato delle azioni da una prospettiva interiore che le dona chiarezza e la capacità di mantenersi salda davanti alla miriade di messaggi che provengono dall’esterno. Chi le sta intorno può riposare, riflettere, recuperare forze e serenità

L’archetipo Estia possiede la particolare capacità di distaccarsi da tutto quanto la circonda, per ritirarsi in se stessa. La meditazione le è affine e sa dedicarsi alle proprie attività quotidiane come se fossero momenti meditativi: concentrata nelle sue azioni perde la cognizione dello scorrere del tempo e prova gratificazione nello svolgere le proprie faccende quotidiane, traendone una pace profonda. Una raffigurazione tipica di Estia è quella della monaca nel proprio convento, ritirata dal mondo e dedita alla vita spirituale e alla contemplazione, una donna che vive ogni suo gesto come una preghiera o un’offerta e ne trae appagamento.

La donna Estia sta bene nella propria casa, si dedica con piacere ai lavori domestici, mettendovi amore e concentrazione, perdendo il senso del tempo, pacificamente immersa in ogni cosa che fa. Non è interessata tanto ai risultati di ciò che compie, ma all’azione in sé. Vi è un impronta di sacralità nel modo in cui sa essere moglie, madre e custode del focolare domestico.

Estia è tendenzialmente una solitaria che non cerca la relazione con altre persone, non è minimamente interessata al possesso, al prestigio, al potere, alla ribalta. Le circostanze esterne non sono in grado di smuoverla e quindi niente che possa accadere la esalta o la sconvolge: la si può immaginare come una ‘anziana saggia’ salda e centrata su ciò che percepisce come fondamentale.

Si tratta di un Archetipo che andrebbe coltivato in ogni donna, perchè è in grado di infondere una dimensione di saggezza, attenuando le vulnerabilità e gli eccessi degli altri Archetipi. Estia è l’Archetipo in grado di infondere consapevolezza sul senso della vita.

Nella vita di tutti i giorni, le donne Estia sono coloro che tendono a rimanere in disparte, lontane dai giochi e dalle competizioni sociali. Quando lavorano fuori casa, rimangono estranee a qualsiasi logica di potere o a strategie per farsi strada. La loro presenza passa inosservata o viene data per scontata: svolgono il loro lavoro con costanza e lealtà e sono in genere considerate le ‘perle’ in quegli ambienti di lavoro in cui si richiede dedizione e pazienza.

La donna Estia ha un ristretto giro di amicizie, persone che ama incontrare in ambienti tranquilli e a cui sa dedicare attenzione e ascolto. Il rapporto con il compagno è costruito sulla comprensione e l’amore, ma conserva nel proprio intimo un’autonomia che le permette di sentirsi realizzata a prescindere dalla presenza di una persona accanto a sé.

Il rovescio della medaglia

Il carattere introverso, la tendenza alla solitudine, se non vengono riconosciuti come aspetti tipici di Estia, possono creare un senso di inadeguatezza e portare ad una chiusura eccessiva e all’incapacità di comunicare, perchè ci si sente ‘diverse’ dagli altri. Altri archetipi la possono aiutare: Atena, Artemide, Demetra. Il più potente soccorritore, tuttavia, è una forza maschile, quella di Ermes, il dio che nel mito rappresenta l’altra faccia di Estia: la forza attiva che affronta il mondo con il sorriso sulle labbra e una grande capacità comunicativa, che vive con estrema facilità i rapporti con gli altri, all’esterno della casa. Per gli antichi Greci, Ermes proteggeva la casa dall’esterno ed Estia all’interno. Nella realtà una coppia Ermes-Estia riesce a creare un rapporto di coppia in cui uno è complemento dell’altra: uno proiettato all’esterno, nello scambio e nella relazione, l’altra riservata, saggia, pacata la cui calma interiore diventa un balsamo per l’iperattivo Ermes.

Attivare la Dea Estia

Riportare in luce la forza archetipica di Estia significa riportare ordine e solidità nei momenti in cui grandi coinvolgimenti emotivi o difficoltà affettive prendono il sopravvento. Il silenzio, la capacità di concentrarsi su se stesse, permettono di riconnettersi con il proprio centro. Quando viviamo momenti difficili, in genere, cerchiamo di resistere andando avanti nonostante tutto sulla nostra strada, forse cerchiamo rifugio o conforto in un’amicizia, ma spesso sembriamo voler sfuggire alla solitudine, come se in essa temessimo di trovare disperazione e paura. Trovare la forza di restare nella propria solitudine, come momenti di ripresa di forze, è un beneficio per l’anima. La mente si placa nella meditazione, in attività domestiche compiute in tranquillità, ritrovando il piacere di dedicarsi al nostro ambiente e a se stesse.

Per attivare Estia, è utile dedicarsi ad attività che invitino alla meditazione e alla calma come la tessitura, il ricamo, la cura di piante. Estia compie ogni suo gesto instillandovi qualcosa di sacro: le più comuni azioni, come anche lo svolgere faccende domestiche, andrebbero trasformate quasi in una cerimonia: il susseguirsi delle azioni e la cura che vi si pone diventano allora il fulcro dell’attenzione, la piena consapevolezza del ‘qui e ora’.

La meditazione, lo yoga, tutto ciò che porta a guardarsi dentro sono attività estiane che nutrono l’Archetipo e permettono di ricontattare la propria sfera più spirituale, il centro del proprio universo personale, dove lo spirito ricettivo di Estia trae la forza, l’equilibrio e la pace.

La pietra principe per la meditazione è lo zaffiro, pietra preziosa e particolarmente amata da Santa Ildegarda che considerava lo zaffiro come la rappresentazione dell’amore per la saggezza e ne indicava l’uso quando si desiderasse accrescere le doti intellettuali e la conoscenza profonda e solida.

Lo zaffiro appartiene alla famiglia dei Corindoni, come il rubino, e deve il suo colore blu alle impurezze di ferro e di titanio. Agisce sia sul chakra della gola che sul chakra della fronte o “Terzo Occhio”. Lo zaffiro contrasta la tendenza alla dispersività (tipica di Ermes) favorendo la concentrazione e distogliendo dalle distrazioni. Facilita la comunicazione empatica ed è simbolo di comprensione reciproca, lealtà e fedeltà.

Tutti i cristalli, tuttavia, possono essere utilizzati per la meditazione: ognuno di essi permette di entrare nella dimensione Estia e supporta il lavoro interiore.

Anche le candele, l’atmosfera raccolta che rimanda alla luce soffusa dei templi e il profumo di incenso aiutano ad avvicinarci all’energia estiana.

L’olio essenziale per eccellenza è quello di incenso.

 

Armonizzare la Dea

Come abbiamo visto nel mito, neanche Afrodite è riuscita a risvegliare impulsi passionali nella dea. Concedersi profumi, sapori e frivolezze può tuttavia aiutare a risvegliare il desiderio di uscire allo scoperto e di socializzare. Per questa Dea, così schiva e introversa, è necessario un atto di volontà profonda per arrivare a crearsi degli spazi di socializzazione e amicizia, e allontanare così il pericolo di eccessiva solitudine ed emarginazione.

Può essere d’aiuto l’utilizzo degli Oli Essenziali di Arancio Dolce o Mandarino che portano in luce Artemide, o l’Olio Essenziale di Timo per attivare Athena.

Estia si rigenera nei momenti di solitudine, ma è necessario che sappia alternarli con occasioni di incontro e socializzazione.

Il Quarzo Citrino aiuta a stimolare la comunicabilità, l’Ambra e l’Agata Rossa aiutano a superare la timidezza. In particolare l’Agata Rossa permette di aumentare la resistenza emotiva e la sicurezza interiore, mentre l’Agata Nastriforme stimola il coraggio