L’archetipo della donna Hera

Hera

Il mito della donna Hera che i Romani chiamavano Giunone

Dea del Matrimonio, Hera consorte di Zeus, il suo nome significa “Grande Signora”. I poeti ne parlavano come dea “dall’occhio bovino”, per decantare i suoi grandi e bellissimi occhi. I suoi simboli sono la mucca, la Via Lattea, il giglio, la coda del pavone, quest’ultimo simbolo della vigilanza, una delle doti della dea.

Zeus, rapito dalla bellezza di Hera, si avvicinò a lei sotto le sembianze di un tenero e tremante uccellino e quando lei lo prese fra le mani, ripreso il suo aspetto, tentò di possederla con la forza, ma senza successo. Hera resistette alla passione focosa di Zeus fin quando lui non promise di sposarla. L’indole di seduttore di Zeus, però, tornò alla luce subito dopo la luna di miele e il divino consorte non perse occasione per tradire ripetutamente la moglie, suscitando la sua vendicativa gelosia. Hera non riversava la sua vendetta sul marito, ma contro le amanti di turno, spesso sedotte con l’inganno e la violenza o contro i figli di queste unioni adulterine. Le innumerevoli storie amorose di Zeus la offendevano profondamente, perchè disonoravano il matrimonio per lei sacro.

Hera ebbe molti figli, uno di questi fu Efesto, il dio del Fuoco, che la dea generò da sola come risposta a Zeus che aveva fatto nascere dal suo corpo la figlia Athena. Ma alla perfezione di Athena, Efesto contrapponeva il suo corpo imperfetto e claudicante. Hera, per questo, lo rifiutò e lo scaraventò giù dall’Olimpo. Anche Ares era figlio di Hera e Zeus, ma la sua natura bellicosa, incapace di controllo e strategia, lo mettevano in cattiva luce agli occhi del padre che lo disprezzava apertamente.

Hera reagiva alle umiliazioni e alle offese del consorte con la collera, la vendetta o andandosene dall’Olimpo, in peregrinazioni che la portavano ai confini della terra e del mare, durante le quali si avvolgeva nella più profonda cupezza. In realtà Zeus, nonostante i suoi tradimenti, era profondamente legato alla sua compagna e quando temeva di non vederla tornare, metteva in atto ogni sorta di strategia per convincerla a riappacificarsi con lui.

 L’archetipo Hera nella donna

Hera è l’archetipo della Moglie. La donna Hera si sente ‘incompleta’ senza un marito e ciò a cui aspira è suggellare l’unione con il proprio compagno attraverso il riconoscimento ufficiale e istituzionale del matrimonio. Il matrimonio è per lei fonte di rispetto e onorabilità, non è quindi solo convivere con l’uomo che ama, ma acquisirne il nome, assumere un ruolo, quello di moglie, vissuto come status in cui realizzarsi come donna. Anche in epoche che tendono a ridimensionare questi valori, la donna Hera va contro corrente, prendendo le distanze da chi auspica stili di vita più liberi dalla convenzione e dai modelli culturali tradizionali.

La donna Hera sa più di ogni altra essere leale e fedele, sa affrontare le difficoltà al fianco di un compagno e per lei l’impegno “nella buona e nella cattiva sorte” è preso fino in fondo e senza mai ripensamenti. È la donna che, a fianco del marito, lo sostiene nelle sue ambizioni, rivelandosi la sua migliore alleata. Anche quando ha dei figli, non cessa di essere prima di tutto moglie.

La lealtà e la fedeltà trascendono la sfera matrimoniale e sono doti che Hera rivela anche in altri aspetti della sua vita: sa essere fedele alla famiglia in quanto istituzione, alla tradizione che le garantisce il senso di sicurezza dell’immutabile. È la donna più incline a desiderare il mantenimento dello status quo sociale: tutto ciò che è istituzione, forma, tradizione, rispecchia lo spirito della dea.

Ama la forma e l’apparenza, e la sua casa è spesso un tempio di buon gusto e accostamenti azzeccati: l’ambiente in cui vive, per lei, è lo specchio del suo stato sociale, il suo biglietto da visita. La stessa cura sa dedicarla a se stessa: biancheria raffinata, aspetto curato, abiti che denotano l’innata eleganza. Il buon gusto che mette in ogni cosa è improntato ad uno stile classico, legato alla convenzione e alla tradizione.

Quando si muove nella sua cucina, non è animata dallo spirito di Demetra che gioisce nel donare amore e nutrimento, ma è mossa dal desiderio che ‘tutto sia perfetto’ e servito tra tovaglie e stoviglie impeccabili, come si ‘confà’ ad una perfetta padrona di casa.

Nel suo ambiente e in ogni situazione in cui si venga a trovare, la donna Hera è la regina e lo si avverte nel suo portamento naturalmente regale. Come una regina, non tollera che si manchi di rispetto a lei, al “re” suo marito o al loro matrimonio. Chi tenti di minare i suoi valori o la sua unione conoscerà la sua terribile ira: sa essere vendicativa e spietata, ma anche quando si trovi ad affrontare un marito ‘colpevole’ di tradimento, la sua vendetta sarà soprattutto mirata alla rivale che ha “osato” offenderla in questo modo. Per quanto le sue reazioni possano essere da ‘regina’ che reclama la testa della sventurata amante, la donna Hera non metterà in discussione il suo matrimonio e anche se può arrivare a minacciare il divorzio, in realtà molto difficilmente arriverà per sua scelta a questa rottura definitiva.

La realizzazione di sé non è legata alla sfera professionale e se Hera si dedica al mondo del lavoro, questo sarà sempre in secondo piano rispetto agli impegni che sente legati al suo ruolo di moglie. Non le interessa la carriera, ma tra i vari tipi di lavoro si troverà a suo agio nei palazzi delle istituzioni che per lei rappresentano le basi solide su cui la società e il vivere comune poggiano. Un altro campo in cui può muoversi con naturalezza è nell’organizzazione di eventi: non esiste archetipo più adatto per progettare e organizzare, ad esempio, un matrimonio, o anche ogni altro tipo di cerimonia dove la celebrazione della forma e della tradizione la fanno da padrone. Anche il minimo dettaglio sarà curato con attenzione ed efficienza, ma non ci sarà molto spazio per l’idea innovativa o alternativa che Hera guarda sempre con sospetto, spesso scartandola a priori.

Le cause civili, così care ad Artemide, non le interessano, anzi, è possibile che lei, figlia del modello patriarcale e fedele ad esso, possa sentirle a volte come minacce al suo sistema di valori e per questo opporsi apertamente ad esse.

Il rovescio della medaglia

Hera, come Demetra e Persefone, è chiamata “dea vulnerabile”, appellativo che sottolinea come la realizzazione personale di questi archetipi passi attraverso una relazione con un’altra persona. La Moglie, la Madre e la Figlia si completano nell’avere al loro fianco rispettivamente un compagno, un figlio, una madre.

L’archetipo Hera, quando è molto forte in una donna, rischia di creare una dipendenza affettiva dal compagno che può condizionare in maniera eccessiva la sua vita. Una donna Hera che, per qualsiasi motivo, non si sposi o veda il proprio matrimonio fallire può sentire la sua vita totalmente vuota e perdersi in un senso di fallimento che può sopraffarla. Diventa allora fondamentale saper portare alla luce anche altri archetipi: Artemide, Athena ed Estia, le dee ‘vergini e invulnerabili’, che ‘si bastano’ e trovano la realizzazione della loro vita in se stesse, potranno aiutare Era a concentrare maggiormente l’attenzione su di sé e sul proprio valore.

Demetra può aiutare Hera nel coltivare maggiormente il suo istinto materno e a riportare così equilibrio nella scala di priorità della dea che antepone a tutto e a tutti il proprio compagno. Anche Persefone può contribuire all’equilibrio delle relazioni, donando la capacità di coltivare rapporti di amicizia. Hera, infatti, non ha molte vere amiche: le donne che frequenta sono ‘le mogli di’ prima di essere amiche e la relazione che instaura con esse è improntata più sulla convenzione che sull’intimità.

Il sentimento in cui Hera rischia di cadere più facilmente è la gelosia, alla quale reagisce con azioni piene di ira e spirito di vendetta. La sua azione è allora mossa dall’impulso, dall’impeto della rabbia che acceca. Non a caso, nella leggenda, Hera è colei che genera Ares, il dio della Guerra che, a differenza della strategica e fredda Athena, è colui che non conosce il controllo e si lascia dominare dalla rabbia.

Ma Hera ha saputo generare anche Efesto, il dio artigiano che con il fuoco forgia e crea. A lui può chiedere aiuto e imparare ad usare il proprio fuoco interiore, la propria creatività per trasformare la rabbia in amore per se stessi.

Attivare la Dea

Vivere accanto ad un’uomo in una relazione stabile, saper costruire assieme a lui un rapporto fatto di amore, alleanza, sostegno è una prerogativa di Hera. Per gli archetipi Athena, Artemide ed Estia, sviluppare questi aspetti può significare imparare ad amare la vita di coppia, a scoprire la ricchezza di condividere la propria vita con la persona che si ama.

La donna Athena che trova la propria realizzazione personale nella professione e che rischia di focalizzarsi esclusivamente su questo aspetto della vita trascurando le relazioni, può trovare un grande aiuto in Hera: organizzare, di tanto in tanto, un fine settimana da dedicare al piacere di stare con il proprio compagno, tra le coccole di un centro termale e cene a lume di candela, dimenticando per un momento agenda e impegni, può essere un delizioso modo per omaggiare l’Hera che c’è in lei e risvegliarne l’energia.

Anche Artemide, l’archetipo meno incline alla vita a due, può approfondire ed apprezzare la gioia della coppia attraverso Hera: cenette a due, tra le mura domestiche, organizzate curando i dettagli, i sapori e i profumi, per ritrovare un ambiente intimo di condivisione anche e soprattutto emotiva.

La solitaria ed introversa Estia potrà dedicare una serata al marito e agli amici, scegliendo un luogo dove può godere della loro compagnia senza sentirsi disturbata da eccessiva confusione. I locali un po’ ricercati ed esclusivi sono i più indicati alla sua natura schiva e   le offrono un buon compromesso per godere degli altri, riuscendo a sentirsi a suo agio. Un’altro modo di ritrovare Hera, per Estia, è quello condividere qualche hobby con il marito: provare a seguirlo in qualche sua passione potrebbe farle scoprire nuovi interessi e un nuovo tipo di legame con il compagno.

Demetra saprà, contattando la propria Hera, ritrovare la dimensione di coppia che tende eccessivamente a subordinare in nome dei figli, e riportare una nuova armonia alle sue relazioni. I momenti di intimità da dedicare a sé e al proprio compagno saranno da coltivare e, anche se i figli sono piccoli, non andrebbe persa l’occasione di ritrovarsi per momenti esclusivi da dedicare solo a se stessi. Con l’aiuto di una baby sitter o dei nonni, è necessario per Demetra ritagliarsi dei momenti per mantenere vitale il suo rapporto di coppia.

Hera è una dea passionale, passione che mette nell’esprimere le sue emozioni, ma che vuol dire anche un modo profondo e intenso di vivere la propria sessualità. Questa dote, assieme alla forza, la volontà e il coraggio che contraddistinguono l’archetipo possono essere riattivate grazie alla forza della pietra di Rubino. La Tormalina Verde, invece, aiuta a stimolare la gioia di vivere e ad attivare la creatività e l’interesse nei confronti degli altri.

Armonizzare la Dea

L’indole impulsiva di Hera, la rende vittima di reazioni emotive eccessive e violente. Collera, ira e gelosia sono spesso il suo tallone d’Achille.

Armonizzare un archetipo eccessivamente predominante significa ritrovare equilibrio anche attraverso il modo di vivere il proprio ambiente: imparare a convivere con un certo grado di disordine e un po’ di polvere sui mobili, senza viverli con ansia; eliminare gli eccessi che spesso si manifestano anche nel modo di alimentarsi, tenendo sotto controllo il peso e dedicandosi ad un po’ di attività fisica; concedersi qualche occasione da vivere in abbigliamenti comodi senza dare troppa importanza ai dettagli e ai perfetti abbinamenti.

Allargare il proprio giro di amicizie, frequentando donne con archetipi diversi e ‘indipendenti’, può significare, per Hera, il prendere consapevolezza che anche in lei possono esistere talenti originali e creativi. Iscriversi ad un corso che aiuti a sviluppare la creatività, partecipare ad eventi diversi dai suoi soliti interessi, aiutano Hera a riscoprirsi e a riscoprire la propria individualità, sganciandola dalla dipendenza dal compagno che rischia di metterla in ombra e non permette neanche a se stessa di conoscersi fino in fondo.

La pietra di Fluorite aiuterà a superare la dipendenza dal compagno e a raggiungere una stabilità emotiva.

Tra gli Oli Essenziali, quello di Menta potrà aiutare a favorire l’attività razionale, abbassando l’eccesso di emotività.

Tra i fiori di Bach, Holly combinato con Cerato aiuta a mitigare gli eccessi di gelosia, permettendo di centrarsi più su di sé e meno sull’altro. Star of Bethelhem aiuta a superare i traumi e ad accettare gli eventi, senza farsi travolgere da essi.

Le indicazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente, ed hanno solo scopo divulgativo e informativo.

Invito, pertanto, a consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista.