Persefone

Persefone

Il mito

Persefone, Dea venerata in due modi: come fanciulla, o Kore, e come regina degli Inferi. Kore è una giovinetta slanciata e bellissima che vive senza conoscere il suo futuro e senza farsi domande sul domani. Come regina degli Inferi è invece una donna matura, che regna sulle anime dei morti, guida i viventi agli Inferi e pretende per sé ciò che vuole.

Persefone rappresenta simbolicamente il rinnovarsi della vita dopo la morte.

Figlia di Demetra e di Zeus, era una fanciulla spensierata e legatissima alla madre, passava le giornate raccogliendo fiori e giocando con le amiche, fin quando un giorno Ade, il Signore degli Inferi, emerse all’improvviso dal suo regno sotterraneo per rapirla e farne la sua sposa. Demetra, disperata cercò la figlia in ogni luogo, supplicò Zeus di fargliela riavere, ma senza risultato.

Demetra, dea del grano e dell’agricoltura, era colei che governava il perenne ciclo delle stagioni che rende feconda la terra. In preda all’ira e al dolore fece cadere sul mondo un eterno inverno, la terra smise di dare i suoi frutti e tutto il genere umano conobbe la più terribile delle carestie, dalla quale nessuno sarebbe sopravvissuto se Zeus, alla fine, non avesse ceduto al volere di Demetra. Fu mandato Ermes, il messaggero degli dei, per convincere Ade a restituire Persefone; giunto nel mondo degli Inferi, Ermes trovò la fanciulla disperata e sconsolata, ma con le sue doti di persuasione convinse il potente consorte a lasciarla tornare dalla madre. Prima di liberarla, Ade le diede alcuni semi di melograno che lei mangiò.

Una volta ritrovate, Demetra e Persefone si riabbracciarono con gioia, e Demetra si informò se avesse mangiato qualcosa nel Regno dei Morti. Persefone disse che aveva mangiato del melograno, ma mentì dicendo che il marito l’aveva costretta a farlo.

Demetra credette alla figlia e accettò le conseguenze di quell’azione: Persefone sarebbe dovuta ritornare dal marito nell’Ade per un terzo dell’anno, e il resto del tempo poteva rimanere nel mondo dei vivi con la madre. Nei mesi in cui la figlia era lontana, Demetra ricordava la sua tristezza spogliando la terra dei suoi frutti, ma riportava la natura a nuova vita regalando messi rigogliose, quando erano di nuovo unite.

Persefone, come moglie di Ade, era la “Regina degli Inferi”. Il distacco violento dalla madre l’aveva portata alla disperazione, ma in seguito accettò il suo compito e il suo ruolo, divenendo così la Regina del mondo sotterraneo, la Signora conoscitrice dell’Inconscio e la Compagna volontaria di Ade il quale, da portatore di sofferenza si svela ora come il mezzo per accedere ai preziosi tesori del suo Regno.

Il colore associato a Persefone è il lilla/violetto, collegato al sesto chakra, posto fra le sopracciglia, che presiede la visione, l’intuito, l’immaginazione e la chiaroveggenza.

 

L’archetipo Persefone nella donna

Persefone presenta due aspetti: Kore ovvero la fanciulla, e la Regina dell’Ade che simbolicamente rappresenta l’aspetto più maturo della dea.

Quando questo archetipo è il dominante in una donna, può prevalere solo uno dei due aspetti, oppure possono essere presenti entrambi sia contemporaneamente sia in un movimento alternato che vede la donna passare da uno all’altro

La fanciulla Kore

Kore è la dea “fanciulla”, la “figlia della madre”, Demetra. È una figlia buona e obbediente, che non può fare a meno della madre, l’eterna bambina che non cresce mai, non si conosce e si lascia guidare nella vita dalla madre. La sua bellezza si nutre della sua innocenza ed emana, senza esserne consapevole, una forte energia seducente. Tutto ciò che è materiale, tutto ciò che implica un’assunzione di responsabilità è come se non la riguardasse fino in fondo, vive nella certezza che sua madre e gli altri adulti che la circondano si occuperanno di lei; si adatta all’ambiente in cui vive e lascia che le decisioni siano sempre prese da altri. La donna con un forte archetipo Kore non mostra forza, ispirando piuttosto tenerezza e bisogno di protezione. Ha spesso l’aspetto dell’eterna adolescente, anche da adulta. Come nel mito, la sensualità inconsapevole di Kore attrae spesso uomini più maturi e/o dalla personalità forte e dominante.

Un aspetto caratteristico della donna Persefone è l’adattabilità: agli altri, alle circostanze, Con gli altri, grazie alla sua innata ricettività è in grado di “sentire” come l’altro la vuole e si adatta a questa immagine, come l’acqua sa adattarsi ad un contenitore. Nelle circostanze della vita, questo aspetto diventa importante, perché permette di riattivarsi e rialzarsi dopo momenti difficili, aprendosi a nuova vita e cambiamenti.

Il simbolo di Persefone è la primavera, la rinascita dopo la morte dell’inverno: è giovinezza e crescita. Le donne Persefone hanno questa grande capacità di rimanere ricettive al cambiamento e giovani di spirito per tutta la vita.

 Persefone, regina dell’Ade

L’atmosfera fanciullesca e fatata di Kore, è bruscamente travolta dal rapimento di Ade, attratto dalla sua inconsapevole sensualità; ancora vergine e ignara della vita, si ritrova improvvisamente donna adulta e moglie. Il rapporto con il marito, anche se nato con un atto brutale, diventa in seguito un legame voluto da Persefone, che accetta di mangiare i chicchi di melograno che Ade le offre prima di tornare da Demetra. A volte nella vita della donna Persefone accadono eventi che rappresentano simbolicamente questa “caduta negli inferi”: possono essere momenti che la costringono a fare i conti con se stesse, da cui però Persefone esce trasformata e matura.

Simbolicamente, Ade rappresenta il mondo sconosciuto dell’inconscio. La donna Persefone possiede le chiavi per entrare in questi luoghi: è ricettiva, sa riconoscere la simbologia dell’inconscio quando la incontra, sa leggere intuitivamente il linguaggio segreto dei sogni. È come se potesse comunicare con tutta la dimensione “non razionale” della vita. Una donna Persefone che sviluppi questo aspetto dell’archetipo e che intraprenda una professione nella relazione d’aiuto, è una guida perfetta per accompagnare le persone nel buio e nel mistero del loro mondo interiore e riportarne alla luce i tesori.

Nel mito, Persefone ha come compagna negli Inferi, Ecate, la dea della notte e dei crocicchi, la Luna nera, signora dei segreti notturni e della magia. Ecate ha donato alla fanciulla la capacità di svelare i significati delle dimensioni psichiche e spirituali, l’esperienza dell’introspezione, del viaggio dentro di sé, che permettono a Persefone un livello di consapevolezza spirituale molto alto e la rendono sostegno e guida per gli altri.

Persefone, regina degli Inferi, è una donna saggia, perspicace, che non teme l’età ed è consapevole della sua sensualità e del suo eros. Ade, allora non è più il rapitore, ma l’uomo che ama e che ha permesso la sua evoluzione

Il rovescio della medaglia

La capacità di adattamento a circostanze o persone nuove, la malleabilità, il lasciare andare possono portare, quando sono in eccesso, a un vissuto di instabilità e di perdita del proprio centro, della propria identità.

Persefone Kore sembra lasciare agli altri la responsabilità di ciò che la riguarda ed è importante invece che riconosca la sua capacità di essere attrice e artefice della propria vita. Persefone, prima di lasciare il regno dell’Aldilà accompagnata da Ermes, mangia i semi di melograno che sanciranno il suo eterno legame con Ade di sua volontà: in quel momento sceglie e decide della sua vita. Mentirà poi alla madre, raccontandole che è stata costretta a farlo. Le vie traverse, la menzogna e la manipolazione sono potenzialmente presenti nella donna Persefone che preferisce ottenere ciò che vuole in questo modo, piuttosto che utilizzare il modo diretto. Ciò nasce dalla percezione di essere dipendente dagli altri che sente più forti e potenti rispetto a lei.

Per sviluppare la donna attiva e padrona di sé, delle proprie idee, scelte e azioni, Persefone ha necessità di dare spazio ad altri archetipi presenti in lei e saranno soprattutto le dee vergini Atena, Artemide ed Estia che sapranno aiutarla a rendersi indipendente e autonoma.

Per l’eterna fanciulla, senza progetti, fragile e dal carattere remissivo, indeciso e incostante, la vita è un andare senza rotta tra le onde, senza mete, lasciandosi vivere in un’ eterna attesa di qualcosa di indefinito. La realtà può presentare il suo duro conto alla donna Persefone, sotto forma di traumi, per il suo modo di vivere senza difese ed esposta ad ogni attacco esterno. Persefone Kore è facilmente vittima, in questi casi, di depressione: il viaggio nelle tenebre, rappresentato simbolicamente dagli Inferi. La discesa negli Inferi, come abbiamo detto è però anche l’esperienza che le dà la possibilità di trasformarsi, di vivere agendo in prima persona, di crescere, maturare e scoprire le proprie risorse interiori, fino a diventare la donna adulta, sicura della propria esperienza e personalità. In questo aspetto del mito è più che mai evidente il simbolo di rinascita, legato alla dea.

Attivare la Dea

La ricettività e la flessibilità dell’archetipo sono doti che molte donne dovrebbero coltivare, soprattutto le donne Atena e Artemide, che hanno bisogno di accrescere la capacità di saper attendere, di sapersi chiarire i propri pensieri, quando la situazione esterna non è definita e provino dubbi e confusione, ma anche per le donne Era e Demetra che debbano ammorbidire aspetti rigidi del loro archetipo.

La ricettività può essere alimentata ad esempio imparando ad ascoltare, assumendo un atteggiamento aperto, astenendosi dai giudizi e cercando di vedere le cose dal punto di vista degli altri.

Persefone è in grado di insegnarci ad entrare in contatto con la nostra psiche, abbandonando l’autocritica, concedendosi pause nella vita solo apparentemente improduttive e vedendoli per quello che sono realmente: momenti di preparazione a nuovi slanci creativi e attivi.

Persefone si rispecchia nell’eterno ciclo di vita e morte della natura, è la rinascita della primavera dopo la morte dell’inverno, è il sapersi rialzare dopo essere caduti.

Persefone la si ritrova in tutte quelle attività che richiedono la dote della pazienza e la sospensione dei pensieri: il giardinaggio, raccogliere fiori per farne composizioni armoniose, sbucciare noci separandone i gherigli dal guscio, pulire fagiolini togliendo le estremità del baccello, fare un puzzle, piegare i panni e riporli ordinatamente nei cassetti sono tutti esempi di azioni che attivano il nostro archetipo Persefone.

Persefone non ama la mondanità, è in profondo contatto con la propria parte interiore e le piace coltivare interessi in comune con altre persone; il suo compagno ideale è un uomo che la lascia libera di coltivare i suoi interessi.

A Persefone sono associati il sistema ghiandolare e il sistema immunitario, ma il punto critico dell’archetipo è l’equilibrio psichico e la mente.

Per attivare la Dea possiamo indossare la labradonite, una pietra che stimola l’introspezione, la profondità e la creatività manuale. L’alimentazione sarà preferibilmente vegetariana o macrobiotica. La cannella, l’arancio dolce e la vaniglia sono i sapori che più si addicono alla Dea.

L’Olio Essenziale associato a Persefone e in grado di attivare la Dea è l’Olio Essenziale di Lavanda.

Armonizzare la Dea

Per armonizzare e ridimensionare l’archetipo, possiamo indossare il calcedonio blu che attiva la comunicazione e aumenta la capacità dialettica. Una Persefone molto potente può essere riequilibrata creando più frequenti occasioni di socializzazione. Un aperitivo con gli amici o il dedicare tempo alla preparazione di stuzzichini o biscotti da offrire ad amiche e amici creando occasioni per stare in compagnia, sono esempi di come si possa riportare equilibrio quando Persefone rischi di prevaricare in modo disarmonico.